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24.06.2009
Una sinfonia di gusto da Saverio Dolcimascolo  

Una sinfonia di gusto da Saverio Dolcimascolo

I capolavori in tutti i tempi e in tutti i campi sono sempre state apprezzate più delle altre opere. Anche un piatto d'autore è un'opera d'arte quanto, diciamolo pure, la pittura o la musica. Solo che, in questo caso, è un'opera creata da un maestro che è un "virtuoso" d’arte culinaria.

Sbaglia chi ritiene che a un cuoco basti aggiungere a un piatto tradizionale un ingrediente nuovo e questo piatto subito diventi eccezionale. La cucina d'autore è qualcosa di più grande, è un'arte particolare che esiste in gastronomia con un ampia diffusione. I limiti di questo ambito li vede soltanto il cuoco, che crea non secondo una ricetta ma seguendo un'intuizione creativa. Queste sono le caratteristiche della cucina d'autore del famoso ristoratore e gastronomo Saverio Dolcimascolo, titolare dei ristoranti milanesi "Il 13 giugno" e del ristorante "Il palazzo" a San Pietroburgo. 

La serata della cucina d'autore di Saverio Dolcimascolo, che si è svolta al "Palazzo" è diventata un avvenimento singolare dell'inverno passato. Il maestro ha offerto agli ospiti delle variazioni a tema della cucina siciliana come piatto forte ci sono state ricette a base di pesce e di frutti di mare. La cena è riuscita deliziosa, senza parlare poi dei magnifici vini italiani, scelti appositamente per la serata, sono stati il giusto completamento.

Alla fine della serata il maestro Dolcimascolo ha risposto con cortesia alle domande del "Gourmetto".

— Che impressione Le ha fatto questa serata?

— Per me ogni visita a San Pietroburgo è una festa. Gli ospiti del "Palazzo" sono molto esperti di cucina e di vini italiani. Lavorare per un pubblico così squisito è un vero piacere.

— La crisi economica influisce in un modo o in un altro sul Suo lavoro?

— La crisi tocca i ristoratori meno che gli industriali. Non è poi tanto profonda, da far rinunciare alla gente di andare a pranzare ai ristoranti; certamente siamo costretti a lavorare più intensamente. Ritengo di venire più spesso negli ultimi tempi a San Pietroburgo per conferire al "Palazzo" l'atmosfera di un vero ristorante italiano. Credo che la mia prossima visità qui sarà già alla fine di marzo. 

— Le piace sperimentare?

— Mi piace meravigliare gli ospiti e in ogni piatto metto una parte d'anima. Probabilmente perché, creando un piatto nuovo, avverto intuitivamente quel limite invisibile che non si può oltrepassare per non sciupare il gusto. 

— E già sa con che cosa meraviglierà i buongustai in occasione della sua prossima visita?

— Certo, ma vorrei che restasse una sorpresa.

 
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