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23.06.2009
Le lupe sul Tevere  
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Le lupe sul Tevere

Durante la notte del solstizio d'estate che, nel 2005 coincise con la luna piena, dalle rive del Tevere si accesero 2.758 candele, esattamente così tanti anni passarono dal momento dalla fondazione della città eterna; la luce delle candele si rispecchiò nelle acque scure. Sopra il grande fiume, in un lento crescendo, scorrevano i suoni di questo canto corale. Roma festeggiava la nascita di una nuova piazza: piazza di Tevere.

Scorreva il suono, scorrevano i fuochi, scorreva il fiume. Questo spettacolo pirotecnico di luci e musica fu ammirato da più di 4 mila romani e... dodici immagini della lupa capitolina, le cui nitide sagome decorano, oggi, entrambi i lati delle pareti di tufo del Lungotevere, tra i ponti Sisto e Mazzini. Danzando in un mistico girotondo, le lupe, insieme alla corrente del fiume, si dirigevano verso il mare. L'aria era tremula e pareva che tutta l'energia millenaria della città si materializzasse nelle immagini della sua mitologica patrona.

L'idea di progettare ogni anno nel centro storico di Roma un'installazione dedicata al Tevere, alla città eterna e alla lupa capitolina, è della pittrice americana Kristine Johns. Il progetto, approvato dalle autorità di cittadine, è stato chiamato TEVEREETERNO.

"Roma è la città delle piazze. Il suo centro storico, con le sue numerose fontane e i suoi acquedotti, è un vero inno all'acqua", dice Kristine Johns. Soltanto il Tevere, la spina dorsale della città, era escluso da tale splendore. Il fiume romano non aveva una propria piazza, non aveva una connotazione artistica.

Una volta, passando sul Tevere per ponte Sisto, da newyorkese, rimasi stupita dal riflesso limpido e nitido come il cristallo nell'acqua di un rettangolo di cielo racchiuso tra il lungofiume e i ponti di pietra. Tra le infinite anse del Tevere quell'unico spazio regolare e rettangolare mi faceva venire in mente il rettangolo verde, delineato nell'isola Manhattan, che corrisponde a Central Park. Lì, proprio come qui sul Tevere, si assiste quasi a uno scontro tra l'ambiente artificiale e la natura, tra il mondo selvaggio e quello civilizzato. A Roma, poi, lo scontro è anche tra passato e futuro, perché questa è la città eterna.

Da quel momento il rigido rettangolo che rompe la forma fluente di una vipera ha perseguitato la mia mente. Le meravigliose anse del Tevere, che formano Roma, e la loro totale negazione da questo luogo, non mi davano pace. A me pareva un'idea assai attraente di usare questo spazio come un originale "Teatro d'acqua", dove i pittori da tutto il mondo avrebbero potuto collaborare preparando una festa coinvolgente dedicata al fiume, oppure visto da una più ampia prospettiva, all'acqua, che è la maggiore risorsa vitale del pianeta. Questo è il posto ideale, dove l'arte moderna potrebbe diventare una parte della vita della città, un forte catalizzatore del suo sviluppo, dove la storia si potrebbe unire alla contemporaneità".

Lo spazio delineato tra i ponti Sisto e Mazzini è stato chiamato piazza di Tevere. Le pareti di tufo del Lungotevere sono state ripulite e sopra a esse, sotto la guida di Kristine Johns, sono state disegnate dodici sagome della lupa Capitolina: il simbolo dell'unione della natura con la cultura; il simbolo di un animale selvaggio che salvò i piccoli gemelli e coccolò le fondamenta della civilizzazione. Le sagome delle maestose lupe riproducono fedelmente le immagini che sono conservate nelle fonti storiche. Kristine Johns le ha selezionate da più di trecento immagini della lupa che le ha proposto il direttore dei Musei Capitolini Claudio Parisi Presicce.

L'anno seguente, in occasione del solstizio del 2006, alla festa è stato dato il titolo di "Le ombre del regno dei lupi". La piazza del Tevere era sontuosamente illuminata da 1440 fiaccole sistemate nei pressi dell'acqua. Al tramonto si è dato inizio a uno spettacolo di musica e di luci che ha avuto il suo apice solo all'alba. La fusione tra suoni e luce, uniti alla maestosità del fiume, hanno attirato sulla piazza un’enorme quantità di spettatori che hanno ammirato tutta la notte le sagome della lupa, che prendevano forma e vita con l’aiuto delle immagini animate proiettate sulle pareti del lungotevere.

L'anno seguente la festa si è svolta con un altrettanto grande successo e, nel 2008, TEVEREETERNO è stato trasportato a New York, dove, con l'aiuto dei laser, la lupa Capitolina ha passeggiato per i grattaceli di Manhattan. I curatori del progetto sperano di estendere la collaborazione con altre grandi città su fiume. Potrebbe essere possibile che una volta TEVERETERNO arrivi anche a San Pietroburgo e la fosforescente lupa capitolina, nata dalle mani esperte degli ideatori delle animazioni, passeggi sulle pareti della fortezza di Pietro e Paolo.

 
In questa sezione
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