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01.09.2008
 

Passione, amore per la terra e un po' di pazienza

Ci sono persone che ci colpiscono a prima vista. Così è Sabrina Nicolai. Di solito una donna viticoltrice è un fenomeno abbastanza raro. Forse, proprio perché i vini di questa azienda familiare hanno un fascino speciale e un gusto delicato. Passione, amore per la terra e un po’ di pazienza, sono proprio queste qualità che aiutano Sabrina Nicolai a produrre uno dei migliori vini italiani.

L’amore per la terra Sabrina l’ha ereditato dal padre. Per un lungo periodo suo padre ha diretto con discreto successo una ditta che produceva rimorchi per auto. Ciò nonostante, alla fine, ha prevalso la sua naturale inclinazione per la terra. All’inizio degli anni ‘80 Leano Nicolai ha deciso di acquistare le terre intorno a San Gimignano, una bellissima città medioevale che, grazie alla meravigliosa bellezza della sua torre, è soprannominata la “Manhattan” del Medioevo.

Dapprima ha acquistato due ettari di terreno da vigna per coltivarci la magnifica qualità della Vernaccia di San Gimignano e poi altri due ettari per la produzione del Chianti dei Colli Senesi. Il gusto del Chianti fa indissolubilmente parte della storia enologica della Toscana. Però, quando a ciò si aggiungono le particolari qualità che dona all’uva la terra nei sobborghi di San Gimignano, il risultato è inimitabile.

Col tempo il business di famiglia è cresciuto e si è sviluppato diventando oggi una delle migliori case di produzione di vino in Toscana. Nel 1991 è stata acquistata Villa Palagetto, circondata da 14 ettari di vigna. Oggi la tenuta Palagetto è il cuore dell’azienda della Famiglia Nicolai.

Il territorio complessivo delle vigne situate intorno a San Gimignano è cresciuto di 67 ettari. In queste terre si coltivano le qualità: Vernaccia, Chardonnet, Sauvignon, Vermentino, Sangiovese, Cabernet, Merlot, Sira. Qui si trovano le cantine con modernissimi macchinari per la produzione del vino. Qui i Nicolai ricevono i visitatori con cordialità e ospitalità italiana. Da qui Sabrina Nicolai, alla quale il padre ha lasciato in eredità l’impresa familiare, dirige l’attività commerciale dell’azienda.

Un’altra tenuta che appartiene alla famiglia Nicolai, il Podere Bellarina, è situata vicino al villaggio Castelnuovo del Abbate, poco distante da Montalcino. Qui, su 8 ettari, cresce il famoso Sangenovese Grosso che serve per la produzione del rinomato Brunello di Montalcino. Il clima caldo e secco della riviera Toscana e il terreno sassoso di tufo sono estremamente adatti per la coltivazione di questa qualità.

Il particolare microclima fa del Brunello di Montalcino dalla casa “Tenute Nicolai” uno dei migliori vini italiani. Qui si produce anche il famoso Rosso di Montalcino, che è secondo solo a suo fratello maggiore, il Brunello ma, nonostante ciò, è ritenuto uno dei migliori nel suo genere. Infine, nella tenuta Pian de Cerri, vicino a Seggiano, su 8 ettari, si coltivano prevalentemente le qualità di uva bianca come il Vermentino, il Semillon e il Traminer. Queste qualità vanno usate per la produzione di vini dolci, che hanno una vendemmia tarda.

Bisogna ricordare che la produzione di tutti i vini della casa “Tenute Nicolai” è sotto la supervisione di una leggenda dell’industria vinaria a livello mondiale, il signor Giacomo Tachis.

Oggi l’azienda di famiglia è senza dubbio diretta da Sabrina Nicolai. L’aiuta il marito Mario, insieme ai loro figli, i quali, pur se ancora in fase di crescita, non pensano al loro futuro senza tralasciare le vigne di famiglia. Sabrina è una persona molto impegnata. Mille questioni richiedono costantemente la sua attenzione. Però Sabrina ha acconsentito con cortesia a rispondere alle domande della nostra rivista:

— Signora Nicolai, tra gli enologi non ci sono molte donne. Per lei non è difficile gestire un’impresa così grande come “Tenute Nicolai”?

— Una volta per me era molto più difficile lavorare nell’impresa di mio padre. Nonostante fosse un’azienda leader nella produzione di rimorchi per auto; vedere dalla finestra del mio ufficio il sole sorgere e tramontare, vedere come cresceva l’uva nelle vigne era per me insopportabile. Il lavoro del viticoltore richiede tanti sforzi. Ma l’amore per la terra e l’impagabile supporto di mio marito e dei miei figli mi aiutano a superare tutte le difficoltà.

— In che consiste la particolarità del clima e della terra della zona di Montalcino?

— Questo posto è veramente unico. Il microclima qui cambia nel giro di pochi chilometri, addirittura dopo soli duecento metri. L’irrepetibile combinazione tra la fertilità della terra, la sua unicità, e il sole caldo di questa regione fanno sì che chiunque assaggi il nostro vino esclami subito: “Sì, è il vero Montalcino!” Ma vorrei richiamare l’attenzione anche sul carattere e la bravura dei viticoltori di Montalcino. Trasmettono la loro passione nel vino.

— Cosa è per lei più importante nella produzione del vino?

— La passione, l’entusiasmo, l’amore per la terra e un po’ di pazienza.

— Quale è il suo vino preferito?

— Tra i vini rossi mi piace il Brunello di Montalcino, che è l’ideale per una cena romantica, tra i vini bianchi preferisco la Vernaccia di San Gimignano, è un ottimo aperitivo.

— A quali piatti italiani, secondo lei, si abbinano meglio questi vini?

— Per quanto riguarda il Brunello di Montalcino, si abbina perfettamente allo bistecca alla fiorentina, ai formaggi stagionati. Il Vernaccia di San Gimignano “Santa-Chiara” va benissimo con il pesce, la carne bianca, il formaggio molle, nonché, ritengo, che vada benissimo anche con il caviale russo.

— E il suo piatto italiano preferito?

— Oh, è una domanda molto difficile! Direi, magari, il ragù alla toscana. È la pasta con carne di maiale, pomodoro e vino rosso, condita con olio e pepe.

— E la cucina russa la conosce?

— Praticamente no. Anzi assolutamente no. Di tutti i piatti ho assaggiato purtroppo soltanto il caviale accompagnato dalla Vernaccia di San Gimignano “Santa Chiara”. Questa combinazione mi è sembrata magnifica. Ma sono sicura che i nostri vini si abbineranno perfettamente anche ad altri piatti russi. Tra le bevande ho assaggiato, naturalmente, la vodka russa, ma non è il mio genere di bevanda. Mi piacciono di più i vini che produciamo noi. 

 
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