Italian   Change language
Login
mamaroma.ru
Pagine
Sezioni
Archivio
Photobank


01.09.2008
Lupa Capitolina  
Lupa Capitolina Lupa Capitolina Lupa Capitolina Lupa Capitolina

La lupa capitolina

Improvvisamente fu buio. Un vento fortissimo piegava gli alberi a terra. Le nuvole cariche coprivano il cielo e, in un momento, trasformarono la sera in notte. In lontananza si sentì il rombo di un tuono.

Dalla sponda deserta del Tevere sbucarono due persone. Quello di statura più bassa teneva una torcia in mano. La sua andatura tradiva laspetto di una persona che era avvezza al comando. I gesti dellaltro, che portava una grande cesta, non lasciavano dubbi sulla sua umile origine.

Il fiume straripa, signore, la fiamma della torcia strappò via per un attimo al buio il viso dellumile Alla rapida non si arriva. E pensare che ancora questa mattina il Tevere era tranquilissimo. Forse gli dei si sono adirati?

Taci, schiavo, non sei capace di giudicare la volontà degli dei! Fai il tuo dovere! Metti la cesta nellacqua, sarà il fiume a prendersi quello che gli spetta!

Immerso nel fiume fino alle ginocchia, il servo mise la cesta nellacqua e la spinse lontano, al buio. Girandosi lentamente si allontanò dal cerchio di luce che faceva la torcia.

Lordine del re è stato eseguito, il temporale farà il resto. Luomo con la torcia si voltò e con passo deciso andò via. Lo schiavo si affrettò a seguirlo.

Appena non si udì più il rumore dei loro passi, unonda avvolse premurosamente la cesta, da cui si udì il sommesso gemito di un bambino. Alla cesta si avvicinò fugacemente unombra. Una enorme lupa tirò via la cesta con i denti dallacqua e vi si coricò accanto.

Due bambini uscirono fuori dalla cesta, si accostarono alla lupa e si coricarono sul suo caldo e grigio fianco. Non molto lontano scricchiolò un ramo, allanimale si rizzò il pelo della collottola, digrignò minacciosamente i denti e con un potente ruggito volse il capo. No, tutto era tranquillo! Calmatasi, la bestia leccò con la sua lingua ruvida i due bambini. E loro ululando come piccoli lupi si attaccarono ai suoi capezzoli gonfi di latte.

La tempesta si allontanò, il cielo si schiarì come se gli dei, dun tratto, avessero deciso di sostituire alla collera la pietà.

IL SEGRETO DELLA LUPA

La leggenda del perfido governatore della città di Albalonga, Amulio, che, temendo di perdere la corona, ordinò di annegare i suoi nipoti, la storia della lupa che salvò Romolo e Remo, eredi di Enea, figli di Marte e di una vestale, allevati dal pastore Faustolo e da sua moglie Laurenzia, quei due gemelli che sono stati i fondatori di Roma, è nota in Italia anche ai più piccoli.

E ogni guida racconterà che la lupa, diventata il simbolo della città eterna, fu riprodotta in bronzo dal maestro etrusco Vulca nel V secolo a. C. Ogni giorno migliaia di turisti vanno nei Musei Capitolini per vedere la statua di bronzo alta 75 centimetri.

Un animale forte, le zampe anteriori ben salde a terra, il muso rivolto e le fauci aperte: così è raffigurata la lupa dallantico maestro, con incredibile verosimiglianza.

I fianchi incavati fanno intravedere le costole, le orecchie schiacciate. La lupa sta ferma, e cose se, inquieta, ascoltasse i misteriosi fruscii che arrivano dalla foresta. La sua immagine è altera, ben delineata e crudele. Un animale predatore e, allo stesso tempo, una madre misericordiosa. Mostra in tutta la sua figura che difenderà, fino alla morte, i piccoli duomo, attaccati ai suoi capezzoli, gonfi di latte.

Le sculture di Romolo e Remo furono realizzate solo alla fine del XV secolo dal maestro fiorentino Antonio del Pollaiolo. La loro provenienza è stata provata attraverso fonti documentali. Ma per quanto riguarda lepoca a cui bisogna far risalire la statua della lupa, gli studiosi di oggi hanno dei dubbi. Alcuni anni fa, durante il restauro della lupa capitolina, si è scoperto che la statua fu fusa per intero e in una sola volta.

Ma gli antichi Greci, gli Etruschi e i Romani non conoscevano una tale tecnica di fusione, che fu inventata solo più tardi, allepoca dei Carolingi (VIII-IX secolo), quando ci fu la necessità di fondere grandi oggetti, come ad esempio le campane.

Gli antichi realizzavano le statuette di metallo da diversi frammenti e poi li univano in un unico pezzo. Recentemente le tesi di alcuni restauratori sono state confermate da un gruppo di studiosi dellUniversità di Salerno, che stava conducendo uno studio complementare sulla scultura della lupa capitolina. Del resto, in questa diatriba scientifica, non si è giunti ancora a nessuna conclusione.

LA CAVERNA DI ROMOLO E REMO

Non è poi così importante quando fece la sua comparsa la scultura della lupa capitolina, la leggenda sulla fondazione di Roma non ne soffrirà. Nel frattempo è stato confermato che si tratta di una scultura di parecchi secoli più recente; proprio poco tempo fa, al centro della città eterna, sul colle Palatino, sotto le rovine del palazzo di Augusto, gli archeologi italiani hanno scoperto il santuario Lupercale, fondato sullarea della caverna, dove la leggendaria lupa ha allevato Romolo e Remo.

Si tratta delle pareti di una grotta naturale, alla profondità di 15 metri, riccamente decorate con conchiglie di mare, mosaici e marmo di diversi colori.

Il ritrovamento ha confermato la leggenda, secondo cui, appunto vicino al tempio di Lupercale, limperatore Augusto ha ordinato di costruire il palazzo; limperatore amava partecipare perso nalmente alle antiche feste, chiamate lupercali. I sacri lupercali erano dedicati al patrono dei pastori, al dio dei boschi e dei campi, Fauno (i pastori lo chiamavao Luperco), che difendeva le greggi dai lupi; anche i lupercali furono fondati da Romolo e Remo.

La festa dei lupercali si apriva col sacrificio delle capre e dei capretti, allo stesso tempo, accanto allaltare, dovevano esserci due giovani, a cui i sacerdoti toccavano la fronte con il coltello sacrificale bagnato di sangue e poi, delicatamente, queste strisce di sangue si toglievano con la lana di pecora bagnata nel latte. Durante tutto il rito i due giovani erano obbligati a ridere.

Finito il rito sacrificale e il banchetto sacrale i sacerdoti tagliavano dal pelo dei capretti portati in sacrificio delle bende a livello dellinguine e della cintura, poi, gridando rumorosamente, uscivano dal Lupercale e si aggiravano correndo per il colle Palatino, percuotendo chiunque incontrassero per la strada. Si riteneva che le percosse della cintura sacra togliessero ogni male accumulato durante lanno, mentre alle donne assicurava la felicità coniugale, pace in famiglia e lauspicio di un parto futuro.

IL SIMBOLO DELLA CITTÀ ETERNA

La leggenda di un animale che alleva un cucciolo umano che poi col tempo diventa un grande eroe, è un simbolo ricorrente in tutta la storia del mondo antico.

Una leggena antica iraniana racconta di una lupa che ha allevato Ciro il Grande, fondatore della potenza persiana. Una leggenda popolare slava racconta di una lupa e di un orso che hanno allevato due gemelli: Valigor (butta il monte), che spostava i monti e Vyrvidub (strappa la quercia), che strappava querce con tutte le radici. In Germania esiste la leggenda di Diterich, soprannominato Volfditrich, secondo il nome della sua nutrice lupa.

In India la stessa storia si ripete nelle fiabe su Satavagan e la leonessa, su Sinbad e la tigre. Esiste anche una leggenda che racconta di Butracino, di un ragazzino, che si era gettato in un lago e fu salvato da una lupa e poi diventò il fondatore dello stato turco. Anzi, una tribù selvatica in Brasile racconta che il suo eroe divino Tiri, fu allevato da una femmina di giaguaro.

Ma proprio alla lupa capitolina è capitata la sorte di diventare un simbolo conosciuto in tutto il mondo. Il simbolo della città eterna. E oggi la sua immagine si può trovare ovunque, in ogni angolo del mondo dallAustralia al Giappone.

 
In questa sezione
21.07Il primo costruttore della Palmira Nordica
01.07La lupa capitolina
01.07L'architetto preferito di Caterina la Grande
23.06Le lupe sul Tevere
23.06Il genio del barocco allepoca di Caterina
23.06La Grotta Rossa
01.12La lupa in giro per il mondo
01.12La mafia Siciliana. Sempre sazi e ubriachi
01.09Le lingue del papagalli parlanti
01.09La citta Russa piu Italiana
| | |