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01.12.2008
Beppe Nappa  
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Lazzarone Siciliano

Beppe Nappa è un personaggio nato in Calabria, ma è siciliano. Egli è spensierato e felice, ama cantare e ballare, ma ogni tanto combina qualche guaio. Ha un naso lungo ed è molto buffo. È al servizio di un ricco barone al quale ruba vino e vitto, finché non sarà scoperto! Porta un vestito bianco e le maniche della sua camicia sono molto lunghe. Le sue scarpe sono verniciate e ornate di palline colorate. Porta un cappello nero.

Un fannullone siciliano

In Sicilia non c'è tempo per annoiarsi. Il temperamento focoso dei siciliani si sfoga e si sfoga in un continuo susseguirsi di feste. Qui quasi ogni giorno si festeggia un avvenimento: la festa del vino, il festival della musica tradizionale, una prima teatrale oppure il giorno del santo patrono della città.

La fantasia dei siciliani è inesauribile. E ogni occasione è buona per un po' di allegro chiasso, per i fuochi artificiali oppure per una sfilata colorata. Nella provincia di Messina festeggiano il giorno della pannocchia, a Ragusa il giorno del pesce, a Caltanisetta la festa del pomodoro secco, a Enna la festa del peperone, a Palermo la festa della nocciola. Ad Agrigento, in febbraio, si divertono con la festa del mandorlo in fiore. Nella stessa provincia, nella città di Sciacca, si svolge uno dei più famosi carnevali siciliani.

La travolgente allegria della festa di carnevale fu inaugurata per la prima volta a Sciacca più di un secolo fa. Da quel giorno in poi, nel mese di febbraio, le antiche stradine della città medioevale si riempiono di una folla rumorosa. Soltanto negli anni della Seconda guerra mondiale il carnevale è stato sospeso per un breve periodo, per poi tornare quasi subito nelle strade della città.

Allora, all'inizio degli anni 50, dopo i tristi anni di guerra, i padri della città, desiderosi di donare al carnevale nuova vita, hanno pensato di dare a questa festa un nuovo simbolo. Così tutti poterono conoscere la maschera siciliana dalla Commedia dell'arte dal nome Beppe Nappa.

Questo personaggio appare sulla scena del teatro popolare per la prima volta all'inizio del XVII secolo. Beppe, oppure Peppo, è il diminuitivo di Giuseppe. E Nappa dal dialetto siciliano si può tradurre come "buono a nulla". Con la sua disarmante ingenuinità rammenta la maschera di Pierrot, ma non è altrettanto triste.

Beppe Nappa è un tipico esempio del lazzarone siciliano, che ha sempre sonno e perciò sbadiglia sempre. Nappa significa in dialetto siciliano buono a nulla. È un servo pigro di un padrone qualsiasi: di un commerciante, di un innamorato oppure di un vecchio barone.

In effetti lavora male, anzi svegliandosi pensa soltanto a una cosa: dove trovare qualcosa da mangiare e, in questo, è aiutato da un fiuto infallibile, per tornare, poi, di nuovo nel mondo dei sogni.

Per la sua portata il carnevale a Sciacca rassomiglia alla Masleniza russa, magari senza neve e frittelle. Tuttavia questa festa, come succede anche in Russia, finisce con il rito solenne di bruciare uno spaventapasseri.

Durante tutto il periodo di carnevale, dalle due di pomeriggio alla mattinata, per le stradine strette passano, uno dopo l'altro, i carri decorati: i "carretti siciliani", sui quali acrobati e giocolieri dimostrano le meraviglie della propria abilità e gli attori presentano scene di vita siciliana, cantano e ballano.

Vale la pena, in modo particolare, di parlare del "carretto siciliano", che è diventato uno dei simboli della Sicilia. Su come si è diffuso questo uso di decorare semplici carri dei contadini non ci sono fonti scritte. Secondo una fonte orale che risale al XIX secolo, i siciliani non troppo facoltosi, decorando i loro carri, desideravano emulare i nobili con le loro lussuose carrozze.

La decorazione con pittura del cassone e delle ruote, la manifattura dei finimenti per il cavallo allora richiedeva tanto tempo. Era necessario trovare i colori e ideare il tema per i disegni. Molto spesso sui carretti erano dipinti frutta, animali, scene di vita cavalleresca o soggetti evangelici. In Sicilia orientale si privilegiavano i colori rosso, verde e bordeaux, invece nella parte occidentale rosso, giallo e blu.

Le immagini dei cavalieri rappresentati sui carretti erano indissolubilmente legate agli avvenimenti storici e a personaggi reali: da Cristoforo Colombo a Garibaldi, da Riccardo Cuor di Leone a Cesare. Questi eroi sono immagini scolpite nel tempo come momenti di grandi trionfi.
Alla fine del XIX secolo i temi cavallereschi cedettero il posto ai racconti sulla vita dei santi, mentre i passionali rossi e gialli si sostituirono per la pittura ai blu. Oggi "Il carretto siciliano" è un immancabile presenza nei carnevali siciliani.

In tutti i cortei festivi, nel periodo di Carnevale, a Sciacca la figura di Beppe Nappa è in testa. Dal suo carretto si distribuiscono caramelle, vino e salsicce, che sono preparate qui su una enorme padella. E Nappa stesso canticchia il suo inno che incita a dimenticare i problemi di ogni giorno e a rallegrarsi con tutto il cuore.

Dopo che il carretto ha fatto il giro di tutta la città, lo spaventapasseri di Beppe Nappa viene sistemato sulla piazza centrale, poi arriva il momento topico e più commovente: lo spaventapasseri viene bruciato su un enorme rogo, tutti ballano intorno in un grande girotondo e cantano l'inno di Beppe Nappa. Solo in quel momento la festa è finita, dopo c'è la quaresima. Del resto Beppe Nappa, anche durante la quaresima, non rimane affamato. Certo, è un sempliciotto, ma questo non è un motivo per restare senza il pranzo, non è vero?

 
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