Italian   Change language
Login
Pagine
Sezioni
Archivio
Photobank


01.12.2008
Dolce & Gabbana.  
Dolce & Gabbana. Madonna. Madonna. Dolce & Gabbana. Dolce & Gabbana. Nastassja Kinski Isabella Rossellini Isabella Rossellini Dolce & Gabbana. Dolce & Gabbana. D&G. Sicily. Dolce & Gabbana. Nicole Kidman Dolce & Gabbana.

DOLCE & GABBANA. Ispirati dal barocco siciliano

Gli stilisti Domenico Dolce e Stefano Gabbana sono riusciti a fare quasi l'impossibile. Sono riusciti in meno di dieci anni a trasformare il loro piccolo studio di Milano in un impero internazionale della moda, con introiti da milioni di dollari.

Sono stati Dolce e Gabbana a far diventare di moda i jeans strappati, sono loro che hanno trasformato il reggiseno da "vergognosa" biancheria intima in accessorio di lusso, da indossare con completi maschili, sono stati loro i pionieri dello "stile intimo" nella moda femminile e che hanno trasformato i vestiti di colore nero, da simbolo del lutto in abiti supersessuali.

L'espressione preferita dagli stilisti stessi, e che amano ripetere ogni volta quando parlano dello stile della loro casa di moda, è "molto sexy". I loro abiti sono, infatti, molto sensuali ed è per questo che sono così amati.

Con loro sognano di stringere amicizia le donne più belle e famose al mondo. Sono loro modelle le attrici Nastassja Kinski, Nicole Kidman, Demi Moore e altre ancora. Sono loro ad aver fatto i costumi per i tour mondiali di Madonna e di Whitney Huston.

Una definizione calzante per il loro talento la ha data la famosa attrice italiana Isabella Rossellini: "La prima volta che li ho visti è stato tanto tempo fa, alla "Settimana della moda" a Milano. Mi sono ricordata che uno di loro aveva il nome Dolce, mentre non ricordavo il nome dell'altro. Però la loro collezione mi ha colpita molto. Ero stupita di come fossero riusciti a mettere insieme due cose assolutamente incompatibili: la Sicilia e l'innovazione.

Sono italiana e so molto bene come è la Sicilia; è un mondo antico, dove ancora oggi sono religiosamente rispettate le antiche tradizioni: la verginità, la vendetta, il lutto, le vedove che rimangono fedeli ai mariti morti. Ma non si può concepire la moda senza seduzione, senza colori vivaci, senza la fiera delle vanità; tutto quello che i vecchi precetti siciliani condannano. Nonostante tutto loro due hanno saputo unire due mondi così distanti.

Il primo modello fatto da loro che ho comprato è stata una camicetta bianca, molto casta, con un ricamo a mano sul colletto. Ma questa camicetta era confezionata in un modo speciale, ingrandiva così tanto il seno che pareva che esplodesse in un attimo. Agli uomini questa camicetta è piaciuta tanto, o per meglio dire, io in questa camicetta ho avuto un successo pazzesco.

Molto tempo dopo ci siamo conosciuti personalmente e ho avuto l'impressione che fossimo amici di vecchia data. La nostra conversazione somigliava al gioco del ping-pong, ci lanciavamo l'uno l'altra i nomi di famosi registi e attrici: Visconti, De Sica, Sofia Loren, Totò. Quella era la cultura con cui ero cresciuta; il fatto è che il mio padre, il regista Roberto Rossellini, è stato uno dei fondatori del neorealismo nel cinema italiano; Domenico e Stefano si ispiravano spesso proprio a questi film."

- Perché sono pochissimi gli stilisti che vestono gli uomini?

Domenico Dolce:
- Molto probabilmente perché la moda femminile è sempre stata più creativa. Uno stilista ha sempre più possibilità di strabiliare il pubblico con l'aiuto di piume, fiori, pelle e altre cosucce. Invece per creare una moda maschile bisogna saper tenere tra le mani ago e filo e saper maneggiare la stoffa. Bisogna essere capace di unire idee classiche a precisione e originalità.

- A chi di voi due è venuta l'idea nel 1990 di lanciare una linea maschile?

Domenico Dolce:
- Tutto è iniziato dal fatto che cercavamo un vestito per noi, ma non siamo riusciti a trovare niente di adeguato.
Stefano Gabbana:
- Così abbiamo voluto creare cose semplici ma ricercate, virili ma allo stesso tempo sensuali.
Domenico Dolce:
- La sensualità è un concetto chiave nel nostro stile, lo proponiamo sia nelle collezioni femminili che in quelle maschili. Così era anche ai tempi in cui era di moda nascondere il corpo sotto una silhouette innaturale, praticamente necrotizzante. Nessuno di noi vuole avere l'aspetto più vecchio o sommigliare al proprio nonno. Perciò bisogna essere audaci e concedersi qualcosa di straordinario.

- Come definireste voi lo stile maschile Dolce & Gabbana?

Domenico Dolce:
- Abbiamo fatto nostra l'audacia e negli anni 90 abbiamo reso vagamente femminili gli uomini, perché volevamo sconvolgere i canoni abituali della moda classica e dell'eleganza maschili. Ecco perché, grazie al nostro taglio e, in modo particolare, grazie in pratica alla nostra minuziosa attenzione a tutte le sfumature dell'eleganza, il nostro fatturato aumenta ogni stagione del 20-50%.
Stefano Gabbana:
- Il nostro credo: l'uomo dev'essere sempre virile, forte, elegante ma allo stesso tempo deve rimanere "alla moda". Gli uomini sono meno propensi a comprare vestiti esclusivi, a differenza del loro alter ego. Ciò succede perché gli uomini si guardano solo allo specchio, mentre le donne vedono il loro riflesso non soltanto nello specchio ma anche negli occhi degli uomini, nonché negli occhi delle altre donne... È per questo che ci sembrano sempre così diverse.

- Potete affermare che il vostro stile è un simbolo della moda italiana?

Stefano Gabbana:
- È molto difficile parlare di uno stile nazionale in un'epoca di globalizzazione. In Italia si possono vedere, come attraverso un vero caleidoscopio, le tendenze da tutto il mondo. Se vogliamo parlare di uno stile tipicamente italiano nell'abbigliamento maschile dobbiamo riferirci a un abbigliamento "su misura" e a una meravigliosa combinazione tra eleganza e stile libero, casual, e raramente nel mondo intero si trova una cosa simile.
Domenico Dolce:
Il nostro stile non è soltanto italiano, è anche siciliano. Grazie a Stefano ho scoperto l'epoca del tardo barocco: i suoi palazzi, le sue cattedrali, la sua luce cristallina, che scotta sulla pelle, "il canto" delle palme a ogni soffio di vento; tutte queste immagini mi hanno ispirato per molti anni.

- Esiste o no personaggio maschile famoso che potrebbe essere ritenuto un testimonial del vostro stile?

Domenico Dolce:
- Non vogliamo essere prigionieri delle "icone della moda"; vedi, abbiamo sempre cercato di focalizzare la nostra attenzione sulla gente comune, sull'uomo della strada. Anche se la nostra moda potrebbe, ad esempio, incarnarsi nell'immagine di Marcello Mastroianni. Un uomo che non era certamente un "bello" ideale, ma che possedeva un fascino straordinario e un magnetismo assolutamente senza paragoni.

- Quali elementi nelle vostre collezioni maschili si possono definire "chiave"?

Stefano Gabbana:
- Senz'altro il pullover con la scollatura a "v" e la camicia bianca, che va abbinata alla giacca dal taglio squadrato e i jeans consumati.

- Chi è, in questa coppia di stilisti, che crea i jeans?

Stefano Gabbana:
- Noi amiamo spesso dire che i jeans sono come l'acqua minerale: non è possibile stare senza, nella vita così come nelle nostre collezioni.
Domenico Dolce:
- A ogni stagione presentiamo almeno quindici modelli da uomo e trenta da donna. A differenza di quelle marche che producono jeans in serie noi interpretiamo il denim in modo speciale. Ci piacciono tanto i jeans "vissuti": stracciati, consumati; oppure, al contrario, aggiungiamo certi dettagli insoliti oppure gioielli.

- Come immaginate la donna o l'uomo ideale di D&G?

Domenico Dolce:
- La nostra donna è una donna forte, che si ama e sa di essere amata; è molto sexy. È una cosmopolita che, però, anche in giro per il mondo non dimentica le proprie radici. La donna D&G indossa abiti molto sensuali, sceglie i tacchi alti, indipendentemente dal suo lavoro o dalla sua occupazione. Può essere una manager, una moglie, una madre o un'amante, ma rimane sempre una donna. Poi può portare un intimo molto sensuale, anche sotto un completo classico e una camicia bianca.
Stefano Gabbana:
Lo stesso vale per l'uomo. È un edonista, si veste soltanto per sé stesso e presta molta attenzione ai dettagli. Ama tutto quello che lo connota come persona libera e realizzata. Può andare in ufficio in completo a righe elegante o in jeans e blaser. Un uomo che vive fuori dalle regole, non sono fatte per lui. Con la stessa eleganza può portare un cappotto, un abito "principe di Galles" e una cannottiera con i jeans.

- Cosa è più difficile creare per voi - un abito da donna o uno da uomo?

Domenico Dolce:
- Quando creiamo un abito ricordiamo sempre una cosa molto importante: gli uomini devono rimanere uomini e le donne altrettanto. Partiamo da questo presupposto e cerchiamo di adattare alla vita reale tutto quello che è frutto della nostra immaginazione. Quando facciamo una collezione da uomo immaginiamo sempre di dover vestire noi stessi e quando lavoriamo con la collezione da donna abbiamo in mente la "ragazza D&G" che vi abbiamo appena descritto.
Stefano Gabbana:
- Non possiamo dire cosa sia più difficile e cosa invece sia più facile, perché si tratta delle parti di uno stesso processo.

 
In questa sezione
01.09Rassel Crow sogna di fare teatro
01.09Massimo Catalani