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01.12.2008
 
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Un crocevia di civilta

Come un ventaglio aperto da una bella siciliana, Palermo "scivola" verso mare, quasi affogata nei ricchi aranceti della Vallata d'oro. Il capoluogo di provincia della Sicilia è riconosciuto come una delle cinque più belle città dell'Italia insieme a Roma, Venezia, Firenze e Napoli. Questa città è l'incarnazione della confluenza di diverse culture e civiltà che, nel corso di tanti secoli, si sono avvicendate nel governare la Sicilia.

Zyz (fiore), così chiamarono i Fenici il loro villaggio sorto dove si trova ora la Palermo contemporanea. Panormos (porto globale), così era chiamata dai greci. Balarm è il nome della capitale degli arabi, che trasformarono la città in una fiaba dalle "Mille e una notte". Greci e romani, bizantini e arabi, normanni e spagnoli, ognuno di questi popoli lasciò la sua impronta a Palermo.

A Palermo praticamente non c'è traccia di poli industriali; soltanto alle porte della città si può intravedere una piccola zona industriale. Palermo è sempre stata residenza di re e di aristocratici siciliani; per questo motivo, girovagando per Palermo, non ci si sente tanto in una città, piuttosto in un museo a cielo aperto.

Basti pensare alla sola cappella Palatina (XII secolo). È una meravigliosa sintesi della bellezza delle culture bizantina, araba e normanna, che è diventata la base dello stile siciliano.

Guy de Maupassant disse della cappella "la bellissima perla religiosa, di cui la ragione umana saprebbe a malapena sognare". E che dire della magnifica cattedrale dell'Assunzione della Madonna, dove si trovano le relique della patrona della Sicilia, santa Rosalia?

Sotto il patronato della santa Rosalia

Sopra Palermo si staglia il monte Pellegrino; in una delle sue caverne situata su un pendio, nel lontano XII secolo, abbandonò la vita da laica una ragazza di nobile famiglia normanna. "Sono Rosalia, figlia del principe Sinibaldo e Rosa, ho deciso di vivere un questa caverna per l'amore del Signore Gesù Cristo" - scrisse la santa sulla parete. Rosalia morì lì e col tempo la caverna inghiottì sia i suoi resti che l'iscrizione stessa.

Trascorsi molti anni, nel 1624, con una nave da Tunisi arrivò la peste. La nave portava nella città merci e regali per il viceré della Sicilia. Il governatore avido, pur avendo saputo della terribile malattia che infuriava a bordo della nave, diede il permesso alla nave di entrare nel porto.

Fu così che la morte nera poté liberamente passeggiare per la città. Più di un terzo degli abitanti sparì nella morsa dell'epidemia, quando a uno dei morituri apparve in sogno Rosalia che, indicando all'uomo il posto dove giacevano i suoi resti, predisse che la peste si sarebbe ritirata appena i suoi resti sarebbero stati solennemente portati per le vie della città.

La meravigliosa visione risultò profetica. I cittadini ritrovarono facilmente i resti di Rosalia, fecero una processione e l'epidemia cominciò a dileguarsi. Nel 1630 santa Rosalia fu canonizzata da papa Urbano VIII e nel 1635 i suoi resti furono messi su un vassoio d'argento e oggi si trovano nella cappella della cattedrale dell'Assunzione della Madonna. A partire dal XVII santa Rosalia fu considerata la patrona non soltanto di Palermo, ma di tutta la Sicilia.

Ogni anno il 15 luglio, nel giorno del ritrovamento delle relique, la cattedrale diventa il fulcro di una festa grandiosa dedicata a santa Rosalia. Alla vigilia il reliquario con i resti della santa va portato al centro della chiesa, cosicché tutti i credenti possano recarle l'omaggio e la sera del giorno di festa il reliquario va portato in processione per le vie centrali della città di Palermo.

Sulla piazza centrale la processione incontra le autorità della città, che depongono sul reliquario una corona di rose. Questo incontro simbolico della città con la sua patrona è accompagnato da esclamazioni quali "Viva Palermo! Viva santa Rosalia!"

Se poi vi capita di visitare un piccolo villaggio di pescatori nei pressi di Palermo, nella trattoria del luogo ascolterete sicuramente i racconti dei pescatori sulle rocambolesche avventure accadute loro la notte prima, intenti a dare la caccia a un pesce-spada. Vi racconteranno di come la loro barca si sia capovolta e di come, grazie l'aiuto dell'Onnipotente e della santa Rosalia, si siano salvati e dell'offerta che hanno fatto alla santa nella cappella sul monte Pellegrino.

Le catacombe dei capuccini

Le catacombe dei capuccini sono un luogo tra i più suggestivi, ma anche tra i più sinistri, del capoluogo siciliano. È una fitta rete di sottopassaggi costruita dai monaci dell'ordine dei Cappuccini nel tardo Medioevo.

In confronto alle stupende chiese e cattedrali di Palermo una visita nelle catacombe pare un vero e proprio viaggio nel paese dei morti.

Questa sensazione è suscitata dagli oggetti esposti che affollano i corridoi delle catacombe; come i sacerdoti egizi, i cappuccini spesso conservavano i corpi del frati morti utilizzando diverse tecniche d'imbalsamazione.

Improvvisamente, alla fine del XVI secolo, scoprirono che l'aria stessa delle catacombe, situate sotto il convento, conteneva una particolare sostanza, che già di per sé poteva imbalsamare i corpi dei defunti. Naturalmente molto presto anche tutti gli abitanti di Palermo seppero delle capacità straordinarie dell'atmosfera sotterranea.

Da quel momento in poi, per alcuni secoli, le catacombe sotto il convento dei capuccini furono ritenute il posto più ambito per la sepoltura. È così che si è venuta a costituire la maggior parte delle tombe dell'orribile esposizione di questo museo. Coloro che avranno l'audacia di scendere nelle catacombe dei monaci, troveranno ad aspettarli più di 8.000 mumie.

La mummia più antica dell'esposizione risale alla fine del XVI secolo, mentre l'ultima sepoltura è dell'inizio del XX secolo. Il corpo della piccola Rosalia Lombaro, di soli due anni, è rimasto meravigliosamente conservato fino a oggi. Tra i dipendenti del museo si dice che questa salma sia "la bella addormentata".

Naturalmente una visita dei passaggi sotterranei delle catacombe è riservata soltanto alle persone più coraggiose. Passati i primi dieci minuti, quando il tremore nervoso inizia a placarsi, ci si può guardare intorno e osservare più attentamente la struttura delle sale.

Le catacombe dei capuccini contengono alcune mini esposizioni. Ci sono stanze riservate agli "uomini", alle "donne", una "hall" delle ragazze, una dei bambini, altre di monaci, sacerdoti e professori.

In questa ultima sala, a proposito, si trova la mumia del grande pittore Velasquez. Molte delle mummie conservano ancora i loro vestiti funebri. Un'impressione fortissima suscitano due "fidanzati" con le teste inchinate l'una sull'altra.

Secondo una leggenda una volta ogni venticinque anni in queste catacombe appare lo spirito del conte Cagliostro, che brama di incontrare qualche suo seguace e trasmettergli informazioni segrete. Il conte Cagliostro con Palermo aveva un rapporto particolare. Nacque nella città siciliana nel 1743, benché misconobbe in seguito questa sua provenienza. A proposito, a Palermo esiste un vicolo che porta il suo nome.

Palermo e Peterhof

Il 23 ottobre 1845, di pomeriggio, mentre un vento forte soffiava sulla seconda banchina del porto di Palermo, attraccarono due navi: la "Kamčatka", affiancata dalla "Bessarabia". Da queste navi scesero in terra siciliana i membri della famiglia dello zar russo.

La zarina russa Aleksandra Feodorovna, nata Federica Luisa Charlotte di Prussia; soffriva di tisi, ritenuta a quei tempi "la malattia del secolo" e, su consiglio del conte Voronzov, ebbe il coraggio di recarsi, dopo un prolungato viaggio, in quel posto stupendo, con la speranza di migliorare la propria salute.

Insieme a lei, a Palermo, arrivò suo marito, il monarca russo, lo zar Nicola I con la figlia. Proprio in Sicilia la Gran Principessina ricevette poco tempo dopo l'offerta di matrimonio dal principe di Württemberg.

La famiglia dello zar andò ad abitare nella villa Butera all'Olivuzza della principessa Šachovskaja. Il soggiorno in Sicilia fu salubre per la zarina, che si riprese in breve tempo dalla malattia.

La famiglia dello zar trascorse molto tempo tra innumerevoli feste e visite ai nobili siciliani. Alla zarina piaceva tanto far visita alla famiglia Florio, nella villa Quattro Pizzi. Lo storico Bozzo ha descritto così questa villa: "La sala ha una forma circolare, con il soffitto ad arco in stile gotico e con vista sul mare. Questo edificio è una delizia, con la bellezza dei suoi esterni e dei suoi interni, dagli affreschi originali e dalla luce splendente, che penetra tra i vetri colorati delle finestre. Tutto questo è degno di applausi."

Aleksandra Feodorovna restò soggiogata da vivaci contrasti di quegli affreschi, dalle finestre con i vetri a mosaico, che filtravano la luce del sole siciliano. Tornato a San Pietorburgo, in ricordo dei giorni felici passati in Sicilia, Nicolai I decise di costruire una copia della villa siciliana sulle rive del golfo di Finlandia e affida il progetto all'architetto Andrei Stackenschneider. Usando i disegni italiani, l'architetto costruì nei pressi della tenuta "Znamenka", vicino a Peterhof, un padiglione rosa chiamato "Renella".

Purtroppo questa opera dell'architetto russo non è sopravvissuta fino ai nostri giorni. Fu distrutta negli anni Quaranta del XX secolo e oggi sono rimaste soltanto le rovine delle fondamenta e delle fortificazioni sulle rive.

Si possono raccontare storie su Palermo all'infinito, ma la cosa migliore è andare a vedere una volta la città. Non a caso si dice: colui che non ha visto Palermo, non ha visto la Sicilia.

INFORMAZIONI SUPPLEMENTARI

La Sicilia, situata in un crocevia di vie commerciali, è un'isola dalla natura stupenda, che ha attirato in tutti i tempi conquistatori stranieri, i quali hanno lasciato un'improna indelebile nella sua storia.

753 a. C. Naxos - la prima colonia greca. Poco dopo furono fondate Siracusa, Catania, Gella, Selinunte e Agrigento.
241 a. C. La Sicilia diventa una provincia romana.
440 a. C. Invasione dei barbari.
535 d. C. L'Imperatore bizantino Giustiniano caccia i barbari dall'isola.
827 d. C. La Sicilia è conquistata dagli arabi. Palermo in questo periodo è una magnifica capitale musulmana.
1060 d. C. Con la benedizione papale, i Normanni cacciano dall'isola dei musulmani.
1270 d. C. Secondo un ordine papale il trono di Sicilia passa alla dinastia degli Angioini. Ma i francesi governano l'isola per pochissimo tempo. A breve inizierà l'epoca della dominazione spagnola.
1760 d. C. Dopo la spedizione dei Mille di Garibaldi la Sicilia si unisce al Regno d'Italia.

 
In questa sezione
01.07Una farfalla che vola incontro al mare
01.07La capitale della Riviera dei fiori
24.06Una città che affonda
01.12Un crocevia tra tre mari
01.09Una citta fuori dal tempo