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01.07.2009
Sangria  
Sangria

Una frenschezza divina

La sangria è la bevanda dissetante estiva più popolare in tutto il Mediterraneo. Nei bar italiani, spagnoli e portoghesi stupisce la quantità di caraffe di vetro sulle mensole che aspettano di essere svuotate. Il fatto è che, di solito, si ordinano non uno o due bicchieri di sangria, ma una caraffa intera.

Questa bevanda a basso contenuto d'alcool, che appartiene alla categoria delle aranciate, si prepara con vino rosso o bianco, frutta, ghiaccio e, talvolta, si aggiunge un goccio di brandy per renderla più forte.

Già i romani e i greci antichi diluivano il vino con l'acqua di una fonte naturale. Nelle giornate afose tale bibita dissetante rinfrescava ottimamente, placando la sete, ma senza far ubriacare.

In seguito i contadini che lavoravano alla raccolta di frutta cominciarono ad aggiungere all'acqua e al vino il succo appena spremuto d'arancia e, col tempo, anche altre qualità di frutta.

In ogni regione esisteva la propria ricetta "classica" per la miscela di frutta e di vino, che risollevava l'umore mentre si lavorava nei campi. Ma quando e perchè questa bibita d'origine contadina ricevette proprio il nome "sangria", non si sa di preciso.

In Spagna, dove la sangria è ritenuta una bevanda nazionale, si ritiene che il nome sia nato nella provincia di Rioja alla fine del XVII secolo.

Accadde che, per parecchi anni, lì non si poté fare un buon raccolto a causa del tempo secco e freddo. I feudatari del posto, infuriati del fatto che i contadini non riuscissero a garantire l'abbondanza sulle tavole dei nobili signori, maledicendo tutti i pigri braccianti, decisero di dare loro una lezione.

L'operazione punitiva, fatta secondo tutte le regole dell'arte militare, portò alla morte di centinaia di persone, compresi donne e bambini.

Probabilmente i nobili inferociti avrebbero ucciso anche tutti gli abitanti della provincia, se questi ultimi non avessero offerto loro in dono una bevanda che i padroni dei lussuosi castelli non avevano mai assaggiato prima.

Era un ponce preparato con vino rosso, frutta e zucchero. Sbalorditi dal suo gusto, i feudatari tramutarono l'ira in benevolenza e vollero conoscere la ricetta della bevanda.
Gli abitanti della provincia di Rioja, in memoria dei morti, cominciarono da questo momento a chiamare tale bibita "sangria" (sangre in spagnolo significa "sangue"), che si può tradurre come "lotta sanguinaria".

Ma in Italia si è convinti del fatto che i contadini spagnoli e i latifondisti non abbiano nulla a che vedere con l'invenzione della sangria e che la palma della vittoria, naturalmente, appartenga agli italiani.

Secondo la loro versione l'inventore di tale bevanda fu il soldato italiano Helio Gabal che, prima di entrare nell'esercito, fu un agronomo di spicco. Una volta arrivato per affari in Spagna, Gabal fu acciuffato dagli alguazili locali, un corpo di guardia che nella Spagna medioevale aveva funzioni di polizia segreta.

Lo presero per una spia straniera e lo torturarono a lungo, senza riuscire a provare, però, che il malcapitato soldato fosse una spia, così lo lasciarono andare.

Tornato in libertà, il valoroso soldato italiano iniziò a fare quello per cui era arrivato in Spagna: iniziò a studiare le qualità delle arance del posto.

Già da tempo Gabal cercava di realizzare un suo sogno: creare il vino di agrumi, ma tutti i tentativi realizzati in patria non avevano portato a nessun risultato; sapendo che le arance migliori crescevano in Spagna, vi giunse per tentare la fortuna.

Interessatisi all'idea dell'italiano, i contadini del posto fecero conoscere Gabal ai migliori viticoltori, che, con entusiasmo, cominciarono a far prendere vita alla sua idea.
Si cimentarono a lungo nella risoluzione del non facile problema, però, nonostante tutto, non furono in grado di realizzare il vino d'arancia.

Una delle sere Gabal, irritato dopo aver capito che non ne veniva fuori niente di buono, mise in una brocca insieme al vino parecchie arance tagliate in grossi pezzi e dichiarò che, a dispetto di tutte le sfortune, avrebbe bevuto soltanto vino di agrumi.

Per questo aggiunse nella brocca anche parecchi cubetti di ghiaccio, perché preferiva bere il succo di arance bello fresco. Gli spagnoli, stupiti, osservarono con meraviglia come l'italiano mescolava la bevanda di colore rosso scuro.
Lo assaggiarono ed esclamarono: "Es Sangre del Diablo!" (Questo è il sangue del diavolo!). Gabal fu accusato di essere un eretico e servitore del diavolo, così lo torturarono di nuovo.

Questa volta, però, non lo fecero gli alguazili, ma gli inquisitori, il che risultò essere per lo sfortunato Gabal una cosa tragica. Fu bruciato sul rogo e la bevanda che aveva inventato prese il nome di "sangria". Soltanto parecchi anni dopo l'inquisizione tolse il divieto e permise di preparare questa bevanda.

Siccome non esiste una "ricetta" classica per la preparazione della sangria, oggi è chiamata talvolta "zuppa di vino". Un nome un po' prosaico per una bevanda così divina, anche se, nella sostanza, la definizione è corretta.

La sangria si può preparare con una vasta gamma d'ingredienti e le sfumature di gusto varieranno a seconda dalla frutta usata. Talvolta si aggiunge dell'acqua gasata, che la rende frizzante oppure del liquore.

Oggi la sangria si prepara anche utilizzando vino bianco o champagne come base.

La bevanda va servita sempre fredda; per questo, quanto più a lungo la frutta rimane a bagno nel vino, tanto più forte e vivo diventa il suo gusto.

La magia della sangria sta nel fatto che è sempre dissentante e leggera; il suo gusto rimane sempre divino, indipendentemente dal tipo di frutta usata.

In Italia la sangria, di solito, si prepara con vino bianco o rosso, facendola fermentare con arance, mele, fragole e pesche.

Una cosa che è vietato fare è comprare una bottiglia di sangria già pronta per il consumo in un negozio. Tra gli ingredienti della "sangria industriale", come la chiamano con disprezzo i veri intenditori, sono presenti conservanti e coloranti che distruggono le sostanze naturali e rovinano il gusto.

Una vera sangria rinfrescante va bevuta con piacere e allegria. È una bevanda ideale in compagnia di amici che desiderino passare una piacevole serata estiva sulla terrazza di un ristorante italiano.

 
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